Animali in condominio: cosa dice la legge

Con l’entrata in vigore della Legge 11 dicembre 2012, n. 220 (riforma del condominio), il Codice Civile stabilisce che:

  • I regolamenti condominiali non possono vietare di possedere o detenere animali domestici.
  • Vietare a un condomino di tenere un animale nel proprio appartamento significa ledere un diritto personale e individuale.

Eventuali delibere condominiali che impongano limitazioni ingiustificate (ad esempio: divieto di dare cibo ai randagi, divieto di utilizzo dell’ascensore o delle scale, ecc.) possono essere impugnate.

Il ricorso può essere presentato al Giudice di Pace entro 30 giorni:

  • dalla data della deliberazione (per dissenzienti o astenuti);
  • dalla data di ricevimento del verbale (per gli assenti).

Come presentare ricorso

È sufficiente una lettera in carta libera in cui il cittadino descrive il problema, allegando:

  • copia della delibera;
  • eventuali certificati veterinari;
  • riferimenti normativi utili.

Se il divieto è stato introdotto senza essere inserito all’ordine del giorno (ad esempio nelle “varie ed eventuali”), è possibile contestarlo con raccomandata A/R all’amministratore.

Disturbo della quiete

Le norme sui rumori molesti valgono per tutti: l’abbaiare di un cane è equiparato, ad esempio, al volume eccessivo di uno stereo o agli schiamazzi.

Perché un rumore sia considerato legalmente molesto, deve essere:

  • Continuato e persistente (non occasionale);
  • Dimostrato da perizia tecnica (vigili, ASL o tecnici incaricati);
  • Supportato da testimoni;
  • Tale da superare i limiti previsti dalla normativa sull’inquinamento acustico.

Solo in casi gravi e documentati si può arrivare a una richiesta di risarcimento danni.
L’allontanamento dell’animale è un provvedimento raro e residuale.

Disturbo dell’igiene

Reclami per odori o sporcizia sono fondati solo se:

  • il disagio è oggettivamente rilevante;
  • supera la normale tollerabilità;
  • è documentato con prove (fotografie, perizie, certificazioni).

Allo stesso modo, lamentele infondate e prive di prove possono esporre chi le presenta a responsabilità legali.

Un certificato veterinario che attesti la buona salute dell’animale può essere utile a tutela del proprietario.

Uso delle parti comuni

Secondo gli artt. 1117 e seguenti del Codice Civile:

  • Le parti comuni sono utilizzabili da tutti i condomini;
  • L’animale può accedere a scale e ascensore;
  • Il condominio può richiedere guinzaglio e, se necessario, museruola;
  • Non può vietare l’accesso alle parti comuni.

Eventuali contestazioni devono essere dimostrate con prove rigorose.